Blog di chiaravalentini
Cheese cake ai frutti di bosco senza lattosio

Geposted am domenica 5 giugno 2011

Ecco un’altra ricetta dedicata a tutti coloro che soffrono di intolleranza al lattosio:

INGREDIENTI:

-3 vaschette di Exquisa Alta Digeribilità

-1 uovo

- 1 cucchiaio di zucchero

- 3 fogli di colla di pesce

- 1 bustina di vanillina

-100 gr di margarina

- 250 gr di biscotti secchi ( privolat, digestive ecc. )

-1 busta di frutti di bosco congelati o una vaschetta fresca

PREPARAZIONE:

Tritare i biscotti secchi nel mixer con il burro fuso. Versare il composto in una tortiera a cerniera ( apribile ) e formare la base compatta di biscotto. A parte lavorare il formaggio Exquisa con l’uovo, la vanillina e lo zucchero. Dopo aver lasciato ammorbidire per qualche minuto i fogli di colla di pesce in pochissima acqua fredda, metterli sul fornello e farli sciogliere. Unire al composto al formaggio e mescolare. Versare l’impasto nella tortiera, decorare sopra con i frutti di bosco scongelati e lasciare in frigo almeno 3 ore.

Sentirete che bontà…da leccarsi i baffi!!

Anche in questo caso sopra si può mettere qualunque cosa: cacao, caramello, frutta…volendo si possono aggiungere al composto le fragole frullate!

Scrivetemi che ne pensate…

chiaravalentini @ 14:44
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ricette per intolleranti al lattosio: tiramisù alla pesca

Geposted am giovedì 2 giugno 2011

Come molti, ho scoperto da 3 anni di essere altamente intollerante al lattosio. Dopo un inizio abbastanza traumatico, nel quale ho scoperto che il latte era contenuto anche nei cibi più improbabili, ho trovato mano a mano dei prodotti specifici per gli intolleranti ( mozzarella, parmigiano, yogurt, latte, un simil philadelphia e perfino la panna e lo stracchino!! ). Per preparare questo tiramisù utilizzerò, infatti, l’Exquisa alta digeribilità, un formaggio fresco uguale al Philadelphia ( si trova ormai in quasi tutti i supermercati, Sma di sicuro ). Iniziamo:

INGREDIENTI:

-2 vaschette di Exquisa

-2 pacchetti di Pavesini o Savoiardi

-3 pesche noci

2 cucchiai di zucchero

-2 uova

PREPARAZIONE

Disponiamo sul fondo di una teglia/ pirofila i pavesini in modo da coprire tutto il recipiente. Tritiamo nel mixer o frullatore una pesca con un cucchiaio di zucchero e spargiamo il succo così ottenuto sopra i biscotti. Montiamo le chiare delle uova a neve con un pò di sale. A parte, in un recipiente, uniamo il formaggio ai tuorli ed al cucchiaio di zucchero. Si può usare lo sbattitore per rendere il composto più denso. Uniamo a questa crema i bianchi, amalgamandoli dal basso verso l’alto per non farli smontare. Versiamo il composto sopra i pavesini imbevuti e ricopriamo con le fette di pesca tagliata. Lasciamo almeno un paio di ore in frigo e….sentirete che bontà! Il tutto è anche abbastanza light!

Al posto delle pesche si può usare qualunque frutto oppure il classico cacao amaro con il caffè!

Presto vi posterò altre ricette per intolleranti, ma in realtà anche i miei amici e parenti ne vanno ghiotti :-)

chiaravalentini @ 20:37
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Vaccino per l’influenza A? No, grazie!!!

Geposted am mercoledì 18 novembre 2009

Da quando il primo messicano ha contratto il nuovo virus i telegiornali non fanno altro che parlare dell’ influenza A, dei rischi che si corrono, generando un allarmismo estremo. In realtà non deve preoccupare tanto l’influenza in sè, a meno che non si abbiano condizioni salutari già compromesse o si sia individui a rischio, ma proprio ciò che i media ed i medici ci propinano come “salvezza”!!! Infatti si è attesa la distrubuzione dei vaccini come il lancio della prima navicella sulla Luna…un conto alla rovescia quotidiano per arrivare alla tanto auspicata tranquillità. Ma quale tranquillità! Invece di esasperare i rischi dell’influenza, che in condizioni normali sono molto di meno e meno gravi della solita influenza stagionale ( che provoca molti più morti annualmente! ) , i medici ed i media dovrebbero preoccuparsi di mettere in guardia chi intenda farsi il vaccino. Infatti pochi sanno ( perchè al personale medico viene in pratica “consigliato” di non rivelarlo ) che tra le possibili reazioni che le sostanze ( tra cui lo squalene ed il mercurio ) ed i virus ( attenuati ma non uccisi ) contenuti nel vaccino possono provocare c’è l’encefalite!!! L’encefalite è un’infezione della membrana cerebrale che porta a sintomi quali confusione spazio-temporale,irritabilità e/o sonnolenza, difficoltà a parlare,farfugliamento,febbre passeggera e non molto alta ecc., ed i tassi di mortalità,soprattutto per quella da Herpes, sono piuttosto alti.Per non parlare del serio rischio che si corre di riportare ( soprattutto se non si interviene tempestivamente ) danni cererali permanenti. Ovviamente l’encefalite è solo una delle tante controindicazioni che il vaccino ha, più o meno gravi. Con questo non voglio assolutamente creare a mia volta un allarme generale, ma solo avvertire chi intende farlo, anche perchè sono proprio le persone a rischio quelle più predisposte e quelle che, eventualmente, potrebbero non rispondere bene alle cure di una reazione. Sicuramente alla maggior parte delle persone vaccinate non accadrà nulla ed il vaccino si sarà rivelato utile, ma è bene tener presente che le possibilità di effetti collaterali non sono così basse come si crede, anzi… Per quegli “sfortunati” che possano contrarre malattie quali l’encefalite comunico che bisogna tempestivamente somminstrare l’Acyclovir. Con questo spero che la Sanità, invece di pensare al problema economico che scaturirebbe dalla mancata vaccinazione, si premuri di rendere noto tramite i media i reali rischi che il vaccino comporta!

chiaravalentini @ 13:14
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Testo “Heal the world” di Micheal Jackson

Geposted am lunedì 20 luglio 2009

Sarà anche stato un personaggio dalla morale dubbia, ma il testo e la melodia di questa canzone sono stupendi:

There’s A Place In
Your Heart
And I Know That It Is Love
And This Place Could
Be Much
Brighter Than Tomorrow
And If You Really Try
You’ll Find There’s No Need
To Cry
In This Place You’ll Feel
There’s No Hurt Or Sorrow

There Are Ways
To Get There
If You Care Enough
For The Living
Make A Little Space
Make A Better Place…

Heal The World
Make It A Better Place
For You And For Me
And The Entire Human Race
There Are People Dying
If You Care Enough
For The Living
Make A Better Place
For You And For Me

If You Want To Know Why
There’s A Love That
Cannot Lie
Love Is Strong
It Only Cares For
Joyful Giving
If We Try
We Shall See
In This Bliss
We Cannot Feel
Fear Or Dread
We Stop Existing And
Start Living

Then It Feels That Always
Love’s Enough For
Us Growing
So Make A Better World
Make A Better World…

Heal The World
Make It A Better Place
For You And For Me
And The Entire Human Race
There Are People Dying
If You Care Enough
For The Living
Make A Better Place
For You And For Me

And The Dream We Were
Conceived In
Will Reveal A Joyful Face
And The World We
Once Believed In
Will Shine Again In Grace
Then Why Do We Keep
Strangling Life
Wound This Earth
Crucify Its Soul
Though It’s Plain To See
This World Is Heavenly
Be God’s Glow

We Could Fly So High
Let Our Spirits Never Die
In My Heart
I Feel You Are All
My Brothers
Create A World With
No Fear
Together We’ll Cry
Happy Tears
See The Nations Turn
Their Swords
Into Plowshares

We Could Really Get There
If You Cared Enough
For The Living
Make A Little Space
To Make A Better Place…

Heal The World
Make It A Better Place
For You And For Me
And The Entire Human Race
There Are People Dying
If You Care Enough
For The Living
Make A Better Place
For You And For Me

Heal The World
Make It A Better Place
For You And For Me
And The Entire Human Race
There Are People Dying
If You Care Enough
For The Living
Make A Better Place
For You And For Me

Heal The World
Make It A Better Place
For You And For Me
And The Entire Human Race
There Are People Dying
If You Care Enough
For The Living
Make A Better Place
For You And For Me

There Are People Dying
If You Care Enough
For The Living
Make A Better Place
For You And For Me

There Are People Dying
If You Care Enough
For The Living
Make A Better Place
For You And For Me

You And For Me
You And For Me
You And For Me
You And For Me
You And For Me
You And For Me
You And For Me
You And For Me
You And For Me
You And For Me
You And For Me

chiaravalentini @ 18:45
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VOGLIAMO UNA BANDIERA!!!

Geposted am mercoledì 8 luglio 2009

Quanti di voi, laziali sfegatati come me, si sono chiesti negli ultimi anni “Perchè ogni squadra ha il suo giocatore più acclamato che la rappresenta, e la Lazio no?”

Non abbiamo mai avuto ultimamente un giocatore nato e “morto” nella nostra squadra. La Juve ha Del Piero, il Milan Maldini, la Roma (perfino lei) Totti…e noi?

Mi chiedo spesso per quale motivo giocatori che la Lazio ha fatto diventare campioni, quali Pandev, Oddo, Cesar, Nesta, e chi più ne ha più ne metta, sono andati via, per un motivo o per un altro? Perfino il nostro caro De Silvestri , da sempre nelle nostre file ed aquilotto (così sembrava), vorrebbe essere venduto. Non trovo giusto che una squadra come la Lazio, che è tra le prime del campionato italiano, “allevi i suoi cuccioli” e si veda sempre abbandonata o , perfino, denigrata!!!

A volte bisogna ammettere che la Presidenza si è impegnata per far scappare i giocatori, ma le altre?

Oddo, ad esempio, è voluto andare a tutti i costi al Milan…per fare la panchina ed essere venduto poco dopo al miglior offerente? Ed ora vorrebbe tornare…eh no! Pensateci prima. Da noi i giocatori hanno sempre, o quasi, un ruolo da protagonista (ne abbiamo talmente pochi che sono tutti titolari)….

LA NOSTRA LAZIO NON VUOLE MERCENARI! BISOGNA AMARLA E FARSI AMARE…

Questo mio sfogo probabilmente non avrà soluzione, ma spero che faccia riflettere qualcuno…

chiaravalentini @ 14:56
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PONZA

Geposted am giovedì 25 giugno 2009

Come ogni anno, dalla fine di Luglio al periodo di Ferragosto, la perla delle Isole Pontine si riempe di vita. Ma quali sono le origini della splendida Ponza?

L’isola di Ponza è popolata fin dal Neolitico, ma i suoi principali centri nacquero sotto la dominazione dei Volsci. Occupata in un primo tempo dai Fenici, che la adibirono a scalo commerciale, nell’VIII secolo a.C. fu presa dai Greci, cui è attribuibile un ipogeo funerario e, secondo numerosi storici, l’acquedotto di Le Forna.

Nel 312 a.C. giunsero i Romani, che destinarono Ponza per lo più a luogo di confino, ma anche di villeggiatura. Restano infatti rovine di ville romane, la più famosa delle quali è posta sulla Collina della Madonna e risale al I secolo d.C., nonché di un acquedotto, di vasche (tra cui le Grotte di Pilato) e di una cisterna di raccolta dell’acqua piovana, il cosiddetto “Bagno”. Negli anni ottanta inoltre fu scoperto il relitto di un’antica galea romana, probabilmente naufragata nel I secolo d.C., che trasportava vasellame e provvigioni alimentari. La tradizione vuole che in epoca romana le sia stato attribuito il nome, in onore del governatore di Giudea Ponzio Pilato, ma Strabone, che già la chiamava Pontia definendola isola dei Volsci, è morto prima che Ponzio Pilato fosse governatore della Giudea.

Nel medioevo rimase un fiorente centro religioso (nel 537 morì nella vicina Palmarola papa Silverio, che tutt’oggi è patrono del Comune di Ponza, festeggiato il 20 giugno) e commerciale, grazie all’opera dei monaci benedettini, i quali eressero l’abbazia di Santa Maria. Ma l’opera dei frati fu pressoché vanificata quando, a partire dal IX secolo, Ponza fu oggetto di feroci razzie da parte dei pirati saraceni.

Solo nel 1202 l’isola tornò all’antica importanza, grazie alla Bolla con cui papa Innocenzo III riaffidò ai frati cistercensi l’abbazia di Santa Maria, la quale nel 1233 venne “incorporata” nella Basilica di Sant’Anastasia al Palatino fuori le mura di Roma. Nel 1300 le acque di Ponza furono teatro della battaglia navale con cui Ruggero di Lauria, duca di Calabria, sconfisse l’ammiraglio Corrado Doria, al soldo del re di Sicilia Federico III di Aragona. Una nuova battaglia ebbe luogo nel 1435, al momento dell’assedio di Gaeta di quell’anno, quando l’ammiraglio genovese Biagio Assereto, per la casata degli Angioini, sconfisse la flotta di Alfonso I re d’Aragona, che iniziava a nutrire mire di conquista dell’isola.

In effetti Ponza, che nel 1322 era passata alle dipendenze dell’abbazia di Fossanova (con la bolla di papa Onorio III), nel 1454 fu occupata dagli Aragonesi, che scacciarono i monaci cistercensi dall’isola: questi, rifugiatisi a Formia, fondarono la chiesa di Santa Maria di Ponza.

Punta del Papa.

Nel 1542 Carlo V, re di Spagna e imperatore, concesse in feudo l’isola a Pier Luigi Farnese (parente con i Duchi di Parma, che ne erediteranno il titolo su Ponza), con l’obbligo di difenderla dagli attacchi pirateschi, che mai del tutto erano cessati. Dopo che nel 1534 il saraceno Khair-ad-Din (conosciuto come il “Pirata Barbarossa“) aveva messo a ferro e fuoco l’isola, nel 1552 una nuova incursione, compiuta dal corsaro Dragut, portò morte e distruzione a Ponza. Nel 1655 si verificò un’ulteriore feroce razzia compiuta dai turchi, i quali fecero pure saltare la torre del porto.

Dopo un breve periodo di presidio austriaco, nel 1734 Elisabetta Farnese, madre di Carlo III di Spagna re di Napoli, cedette l’intero arcipelago delle Ponziane al figlio, il quale rese le isole beni privati della corona e ne avviò un’intensa colonizzazione, facendovi pervenire coloni soprattutto da Ischia. Tra i principali obiettivi borbonici vi fu anche la difesa dagli attacchi corsari: nel 1757 una flotta di navi napoletane, cui si erano unite anche galee da guerra maltesi e pontificie, sconfissero presso l’isola di Palmarola un manipolo di navi turche, e da allora l’arcipelago divenne sicuro.

Il fortino di Frontone.

Nel 1768 re Ferdinando IV di Borbone avviò una fase di miglioramento delle condizioni economiche degli isolani. Inviati tecnici per dirigere i lavori, questi durarono fino al 1793, svolti da alcune centinaia di forzati ergastolani, che poi nel 1795 furono rinchiusi nel nuovo carcere di Ponza. In questa seconda fase furono avviate e portate a compimento le opere pubbliche che ancor oggi caratterizzano l’arcipelago: sotto la guida di Antonio Winspeare, Ufficiale del Genio, e dell’ingegnere Francesco Carpi furono realizzati il Porto di Ponza con la caratteristica quinta curvilinea di abitazioni su due livelli stradali, il cimitero, la fortezza, il palazzo degli Uffici (oggi sede del Comune) la chiesa, il Forte Papa alle Forna, l’abitato di Ventotene e il suo piccolo porto, detto Pozzillo dato che le ripide quinte semicircolari (simili a quelle del porto di Ponza) innestate sull’antico Porto romano ben salvaguardato, richiamano le pareti di un pozzo. A prescindere dalle sensazioni indotte dall’uso, anche l’Ergastolo di Santo Stefano, dovuto agli stessi Carpi e Winspeare è opera di notevole rilievo: pianta a ferro di cavallo e Cappella/punto di osservazione centrale, ispirati ai principi del Panopticon del britannico Jeremy Bentham.

Nel 1813 Ponza fu occupata dagli inglesi guidati dall’ammiraglio Carlo Napier, che venne nominato conte dell’isola. Ma due anni dopo il Trattato di Vienna restituì l’isola ai Borboni. Nel 1857 Ponza fu raggiunta dalla spedizione del patriota Carlo Pisacane, che si era impadronito del Cagliari, un piroscafo che faceva la spola tra il capoluogo sardo e Genova. Giunto nel pomeriggio del 27 giugno a Ponza, Pisacane liberò i detenuti del carcere che si unirono nella sua spedizione contro il Regno delle Due Sicilie. L’impresa finì poi tragicamente, dopo lo sbarco di Sapri del 28 giugno.

Solo nel 1861, dopo la sconfitta ad opera di Giuseppe Garibaldi del Regno delle due Sicilie, Ponza fu annessa al Regno d’Italia.

La spiaggia di Frontone e la vecchia miniera.

Nel 1928 il regime fascista destinò Ponza a luogo di confino degli oppositori politici. Lo stesso Mussolini fu poi prigioniero nell’isola dal 27 luglio al 7 agosto 1943.

Nel 1935 venne avviato lo sfruttamento del giacimento di bentonite a Le Forna (miniera “Samip” -Società Azionaria Miniere Isole Pontine-, che lavorò fino al 1975). La realizzazione della miniera di Ponza costò l’esproprio di qualche terreno, ma diede lavoro a circa 150 uomini, oltre al traffico marittimo per il trasporto del minerale in continente. Tuttavia l’isola dovette pagare la devastazione di una delle sue cale più belle e non pochi casi di silicosi tra gli operai addetti.

Nelle località di Frontone e di Capobianco vi furono anche delle miniere di perlite (una matrice grigiastra di ceneri e lapilli debolmente cementata ed inglobante dei proietti vulcanici nerastri e vetrosi), attualmente dismesse.

La sua storia affascinante aggiunge fascino all’Isola, ma il  suo vero punto forte sono le acque cristalline, la genuinità dei (pochi) residenti ed il divertimento.

Per godersi qualche giorno di vacanza in questo paradiso basta rivolgersi alle numerosissime agenzie immobiliari, che sapranno di certo consigliarvi la “casetta” adatta a voi…BUON DIVERTIMENTO!

chiaravalentini @ 18:50
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Primo articolo

Geposted am mercoledì 16 gennaio 2008

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chiaravalentini @ 15:04
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